2009-03-02
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Lo scorso dicembre sono andato a Roma per 6 giorni.
Del viaggio e di tutto quello che ho vissuto in quel breve e limitato arco di tempo ne parlero’ in un post specifico, ora voglio semplicemente raccontare chi e’ il ragazzo che compare nella foto insieme al suo “Gennaro”.

E’ il mio “fratellone” Danilo con cui ho passato gli ultimi 8 anni della mia vita romana prima di salire sull’aereo con destinazione Kyoto, Giappone.
Se ancora oggi siamo grandissimi amici lo dobbiamo a una nostra amica comune - Francesca – che, nel lontano 1997, ebbe la grandiosa idea di farci incontrare. E cosi’ io Danilo e Francesca anno dopo anno siamo 3 amici con la A maiuscola.
Ora ognuno di noi ha la propria vita, non siamo piu’ studenti universitari con tanto tempo a disposizione e soprattutto non viviamo piu’ nella stessa citta’. Possibilita’ di scambiare 4 chiacchiere di persona sono assai scarse ma mai dimentichero’ l’aperitivo da Antonini dello scorso dicembre.
Noi 3, seduti allo stesso tavolo, a guardarci dopo quasi un anno e mezzo di lontananza. In sincerita’ non nutro alcun desiderio di fare ritorno in Italia ma quegli attimi passati insieme mi ha hanno riportato alla mente gli anni che uno dopo l’altro abbiamo passato insieme.
La vita regala delle emozioni cosi’ forti e delle scelte altrettanto importanti che spesso ci si trova a dover salutare e a doversi allontanare dalle persone a cui si e’ piu’ legati. E’ il gioco di questa meravigliosa vita, non si torna indietro ma, scelta dopo scelta, ci si puo’ ritrovare nuovamente.
Cosi’ mi e’ capitato con Danilo e Francesca ma anche con altri amici e persone care.
Il vivere a Kyoto quando affronto questi temi sembra una magia; 30 anni di vita a Roma si sentono eccome pero’ io credo che volersi bene sia proprio l’accettare, il rispettare e l’amare le grandi decisioni che le persone a noi vicine scelgono di intraprendere.
Una scelta comporta necessariamente anche delle rinunce; trovare il giusto equilibrio in cio’ porta a una felicita’ maggiore, durevole e reale.
Ho impiegato diversi anni prima di scrivere pubblicamente cosa penso del mio “fratellone”. Porto con me anche delusioni, alcuni rammarichi di occasioni perdute o mai sfruttate insieme. Ma anche questo fa parte della nostra umanita’, della nostra fortunata imperfezione.
Oggi che vivo a Kyoto, oggi che sono un uomo sposato e che sono lontano da tutto quello che i miei ricordi portano alla luce probabilmente sono piu’ sereno e maturo, piu’ sereno e maturo anche nell’accettare e nel proteggere quello che avrei voluto che fosse stato ma che non fu possibile realizzare.
Questo e’ per me volere bene a una persona, questo significa essere amici.
Pubblicato da thenightflyer
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